Huawei P9 e fotografia

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(P9  ISO 200, f/ 4,  1/35 sec.)

Può uno smartphone fare foto di qualità?

La mia risposta è sì.

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(P9 ISO50, f/ 2.2, 1/900 sec.)

Con questa affermazione non voglio dire che un telefonino può sostituire in tutto e per tutto una reflex od una mirrorless, ma si possono comunque ottenere dei risultati molto soddisfacenti.

Gli smartphone hanno dei limiti oggettivi invalicabili, almeno allo stato attuale della conoscenza tecnologico-scientifica.

Provate a mettere un sensore aps-c o full frame su di un telefono…mmmm.

Dove non arriva il sensore e l’obiettivo spesso ci provano a ridurre la distanza i software ed i processori di cui questi apparecchi sono dotati.

Huawei P9, di cui sono felice possessore, ha fatto passi da gigante nel migliorare la qualità fotografica dei nostri telefonini (Huawei non mi paga un centesimo per fare queste affermazioni!!).

Il P9 è dotato di una nuova tecnologia che implementa due fotocamere da 12 Mp che catturano immagini a colori e, separatamente, in bianco e nero.

Le ottiche sono marchiate Leica e sono il frutto di una collaborazione con Huawei.

Qual’è il vantaggio di avere due obiettivi e due sensori?

Il sensore monocromatico legge maggiori informazioni sulla luce e fornisce più dettagli in quanto privo del filtro Bayer di cui è invece dotato il sensore a colori.

Inoltre abbiamo un’apertura massima del diaframma a 2.2 che rende l’obiettivo molto luminoso.

La resa ad alti ISO è molto buona.

Altre caratteristiche che rendono il P9 un telefono molto performante dal punto di vista fotografico sono:

  • obiettivo 27mm f/2.2
  • autofocus laser
  • flash molto potente dual tone per migliorare la resa cromatica
  • menù ricco di modalità di scatto differenti
  • modalità pro in cui possiamo modificare alcuni parametri come ISO, tempi di esposizione, compensazione esposizione, misurazione modo di esposizione, bilanciamento del bianco.
  • presenza di 3 utili strumenti che ci aiutano nella composizione: griglia, livella e spirale di Fibonacci.
  • modalità profondità di campo in cui viene simulato l’effetto bokeh (post focus).

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Sopra: spirale di Fibonacci

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Sopra: modalità bokeh in azione.

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Qui sopra una foto scattata in modalità profondità di campo.

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Sopra: mostra di Steve McCurry, Ancona.

Conclusione: Il Huawei P9 è un’ottimo telefono per chi ama la fotografia, consigliato!

 

 

Phone photography

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La “phone photography” altro non è che la fotografia fatta con un telefono cellulare o più precisamente con uno smartphone.

L’iphone della apple è sicuramente il telefono che ha sdoganato e reso famoso questo “genere” di fotografia.

Perchè si parla di phone photography?

Semplicemente perchè il telefono dotato di fotocamera è un mezzo di ripresa che è sempre con noi, a nostra immediata portata di mano, in ogni luogo, sempre.

Nel 2009 il fotografo Chase Jarvis pubblica “The best camera is the one that’s with you” (La miglior fotocamera è quella che è sempre con te).

Jarvis afferma che lo strumento è meno importante del pensiero; quando ci si rende conto che cosa è in realtà la fotografia tutti gli ultimi ritrovati tecnologici diventano meno importanti. Le fotografia non parla di megapixels o di dynamic range ma bensì di storie e di momenti.

Come non condividere.

Sono appassionato di fotografia da moltissimi anni, da quando ne avevo circa 10 e dopo aver posseduto numerosissime fotocamere analogiche ed ultimamente digitali, mi sono ritrovato in una situazione di stallo, di quasi smarrimento.

Quanto volte vi è capitato di dire ” Ah se avessi avuto con me la mia reflex! che foto avrei fatto!!”.Tantissime volte, troppe.

Sempre più fotografi professionisti fanno uso del telefonino per svolgere i propri lavori.

Un esempio che  mi ha recentemente colpito è il fotografo  statunitense Jack Hollingsworth.

Se avete tempo e parlate la lingua inglese vi invito anche ad assistere ad un suo seminario che ho scovato su YouTube, “Small cameras, big results”.

Tutti possono scattare foto ma non tutti sono fotografi.

La pratica, l’esercizio costante, lo studio, l’osservazione quotidiana di ciò che ci circonda può farci diventare dei “fotografi” o meglio, delle persone con un proprio stile ed una propria visione delle cose e del modo.

Lo smartphone può aiutarci enormemente a progredire in questa direzione: è sempre disponibile, è leggero, non attira l’attenzione di terzi, stimola la nostra creatività costringendoci spesso a muoverci e spostarci per ottenere l’inquadratura o l’effetto voluto.

Per apprezzare maggiormente le potenzialità raccolte in questo strumento andate a visitare il sito IPPAWARDS, iphone photography awards.

Al suo interno sono presenti tutte le fotografie vincitrici, divise per categorie, a partire dal 2008.

Attualmente scatto l’ 80% delle mie fotografie con il telefonino, il restante 20% con la reflex per lavori particolari, in studio…..ma…..sinceramente vorrei provare ad usare lo smartphone anche per il restante 20%, chissà….guardate qui.

 

A spasso per Matera

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Recentemente mi sono recato a Matera per visitare questa splendida ed unica città.

Prima della partenza ho preparato il mio equipaggiamento fotografico conscio delle numerose ed uniche possibilità fotografiche che la città ha da offrire.

Zaino Vanguard, canon eos 5d MKII, 24-70L, samyang 14 mm, 70-200 L, 50mm, flash, trepiedi, filtri nd ed altre amenità.

Risultato finale….lo zaino è rimasto in camera d’albergo a prendere un pò di polvere “materana”.

E quindi? …. ho utilizzato unicamente il telefonino!

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Francamente mi sono rotto le scatole di andare in giro con 6-7 chili di attrezzatura.

A tal proposito vorrei parlare della leggerezza e portabilità dello strumento fotografico.

In questo genere di fotografia che potrei definire “turistico-paesaggistica-reportagistica” il peso è tutto, sotto vari punti di vista.

In primis la nostra schiena ci ringrazierà e poi la discrezione ci favorirà in tutte le situazioni che si possono presentare.

Entrare in determinate location tra cui musei, chiese, ristoranti tipici senza dare troppo nell’occhio ci consentirà una libertà maggiore nel ritrarre le scene che ci interessano.

La spontaneità ne trarrà un decisivo giovamento.

Molti punteranno il dito sulla qualità finale dell’immagine: i files prodotti da una reflex di medio-alto livello non possono essere paragonati a quelli di un telefonino o di una compatta.

E’ vero, ma io preferisco una bella foto che mi comunica qualcosa, che mi rapisce e mi fa sognare eseguita con uno smartphone ad una foto sterile, piatta, insignificante eseguita con la reflex dei nostri sogni.

Qualcuno, non facciamo nomi, ha affermato che la miglior fotocamera è quella che è sempre con noi.

Ebbene, il corredo sopra citato è sempre con me?

…Mmmmm…no.

Nella fotografia di strada sono le luci, le coincidenze, la nostra prontezza ed il nostro occhio a determinare la qualità finale.

Senza contare che avere tra le mani un mezzo per così dire “limitato” ci può stimolare la creatività e l’intraprendenza.

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Tutte le foto sono state scattate con un telefonino Huawei P9.