“Il pazzo” incontrato a Praga…

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Il titolo del post cita le parole del fotografo Ian Berry, l’unico fotografo straniero che riuscì ad entrare a Praga lo stesso giorno dei russi, quando iniziò la “primavera di Praga” nel 1968.

Riporto qui di seguito le parole dello stesso Berry tratte dal libro “Magnum” di Russel Miller:

I primissimi giorni mi sembrava di essere l’unico fotografo straniero nei paraggi e fotografavo di corsa, con un paio di Leica sotto il cappotto. Bisognava muoversi piuttosto in fretta perché se i russi ti vedevano scattare potevano anche spararti per intimidirti e darti la caccia finché non riuscivano a prenderti le macchine fotografiche. Tuttavia, se potevano, i cechi bloccavano la strada per aiutarti. 

L’unico fotografo che vidi oltre a me era un autentico pazzo, con due macchine antiquate intorno al collo ed una scatola di cartone sulle spalle: si avvicinava ai russi, si arrampicava sui loro carri armati e li fotografava alla luce del sole. La folla lo aiutava, si serrava attorno a lui circondandolo ogni volta che i russi cercavano di prendergli il rullino. Ebbi la sensazione che quel tizio fosse l’uomo più coraggioso in circolazione, oppure il più folle.”

Il pazzo incontrato da Berry era Josef Koudelka.

La cosa curiosa è che le foto che Koudelka scattò in quei drammatici giorni erano state fatte non con l’intenzione di essere divulgate ma semplicemente per se stesso. Fu una sua amica che inseguito mostrò le sue immagini al mondo.

koudelka-praga-2CZECHOSLOVAKIA. Prague. August 1968. Warsaw Pact tanks invade Prague.

Uno dei primi a visionare le straordinarie foto fatte da Koudelka fu Elliot Erwitt.

 

La bellezza.

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Quando una fotografia è bella?

Un bell’interrogativo che non ha una risposta univoca.

Partiamo da una celebre affermazione del filosofo David Hume:

“La bellezza non è una qualità delle cose stesse: essa esiste soltanto nella mente che le contempla ed ogni mente percepisce una diversa bellezza.”

Questa frase sembra confermare il noto detto popolare “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”.

Ma le cose come stanno veramente?

Innanzitutto distinguiamo tra bellezza oggettiva e soggettiva.

Le frasi citate sopra sono sicuramente collegate alla bellezza soggettiva.

E la bellezza oggettiva?

Come si misura?

Quali sono i criteri oggettivi che decretano la bellezza di una fotografia?

Altro aspetto di non poco conto da considerare è la temporalità.

Una cosa che oggi è considerata bella poteva non esserlo 2 secoli fa e viceversa.

Il filosofo Kant affermava che al concetto di bellezza dovesse essere collegato quello di universalità: il bello è ciò che piace universalmente, condiviso da tutti, senza che sia sottomesso a qualche concetto o ragionamento, ma vissuto spontaneamente come bello.

Spesso mi trovo ad osservare delle immagini celebri e a pensare “ma che schifezza!”, “…e questa sarebbe una foto bella?”.

No, non è bella ma è “importante” in quanto ha segnato la storia di questa arte e l’ha influenzata in qualche maniera oppure è una testimonianza di un’epoca, di un fatto.

Vedi la foto scattata in piazza Tienanmen, qui sotto.

tiananmen_square

E poi ci sono foto stilisticamente belle, per armonia, composizione, soggetto ma che non comunicano altro. (vedi la prima foto in alto del fiore)

La foto perfetta, ammesso che esista, per me è in insieme di tutto quanto scritto sopra.

E per voi?